Skymetro, Tursi accelera per lanciare il bando prima delle elezioni: raddoppio dei costi e stop, per ora, a Ponte Carrega. Il Pd: «Siamo alla farsa»

Fine primo lotto prevista nel 2030, con una dilatazione dei tempi che erano stati annunciati. Dalla stazione di arrivo della metro a Brignole a quella di partenza dello Skymetro a Sant’Agata bisogna farsela a piedi. Salta anche l’immediata realizzazione dell’impianto fotovoltaico che avrebbe dovuto garantire il 50% dell’energia necessaria al funzionamento. Viene posticipato a un futuro progetto in collaborazione pubblico-privato. Piciocchi: «Finalmente si parte. Reazione Pd scomposta»

Il progetto Skymetro subisce un altro importante stravolgimento. Anche se il Consiglio superiore dei lavori pubblici non ha ancora approvato il piano, il Comune ha scelto di accelerare le tempistiche, presentando il piano alla conferenza dei servizi.
L’ultima modifica prevede la demolizione dell’istituto scolastico Firpo-Buonarroti a Marassi, necessaria per affrontare il problema dell’attraversamento del Bisagno.

Il progetto sarà realizzato in due lotti: il primo si estenderà da Sant’Agata a Ponte Carrega, mentre il secondo arriverà fino a Molassana, includendo una stazione intermedia a San Gottardo.
Nei render attuali, le strutture appaiono meno ingombranti rispetto alla realtà, poiché non vi sono le coperture.
Nella nuova versione, si prevede comunque di demolire l’istituto Firpo per costruire la stazione “Stadio Marassi”, caratterizzata da banchine laterali. Il ponte obliquo, previsto dal progetto, sarà accorciato e posizionato all’altezza del carcere, che, secondo il vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi, sarà anch’esso trasferito nell’area dell’ex Colisa. Nel frattempo, però, su richiesta del Prefetto, sono stati previsti schermi di chiusura dell’impalcato nella tratta che transita in prossimità della casa circondariale per impedire anche il lancio di oggetti all’interno e che dai treni si possa vedere dentro la struttura carceraria.
Il tracciato si svilupperà lungo la sponda sinistra del Bisagno fino al capolinea, che in futuro dovrebbe trovarsi a Prato. Il costo complessivo per la realizzazione dell’intera tratta è stimato in 585 milioni di euro, un incremento del 50% rispetto ai 398 milioni inizialmente stimati dal Ministero dei Trasporti.
Nel piano aggiornato, si prevede di far viaggiare i treni in composizione singola anziché doppia, il che comporterebbe una riduzione della lunghezza delle stazioni a 48 metri. Tuttavia, ciò porterebbe a una riduzione della capacità dei passeggeri, con ogni corsa dello Skymetro in grado di trasportare solo la metà dei viaggiatori prima previsti. Per compensare, si prevede di aumentare la frequenza dei treni.
Le pile di sostegno saranno più larghe, con un diametro di 1,8 metri anziché 1,7 metri. La distanza tra una pila e l’altra rimarrà di 32 metri (con alcune eccezioni) I binari saranno a 7,2 metri sopra la strada. La struttura sarà interamente in acciaio.
Il progetto sarà sviluppato in modo da rendere, al termine dei lavori del primo lotto, operativa la linea fino a Ponte Carrega, in attesa del completamento verso Molassana (e, in prospettiva, fino a Prato), con un intervallo minimo tra i treni di 6 minuti nella fase iniziale. Lo studio sul trasporto prevede, a pieno regime nel 2033, una capacità di 3.150 posti all’ora per ciascuna direzione.
L’accelerazione per pubblicare il bando prima delle elezioni
Il 14 marzo scorso, l’amministrazione comunale ha riaperto la conferenza dei servizi per il progetto di fattibilità tecnico-economica, dopo aver inviato la documentazione a Roma. I tempi sono ora molto ristretti: gli enti coinvolti potranno richiedere integrazioni o chiarimenti entro il 31 marzo, e il parere finale dovrà essere fornito entro il 13 maggio. Non è ancora chiaro se sarà necessaria una nuova valutazione d’impatto ambientale a livello regionale. Ieri, però il competente assessore della Regione, Giacomo Giampedrone ha dichiarato che finora non sono arrivate richieste in tal senso.
Il Comune potrà lanciare il bando per la gara del primo lotto, con opzione per il secondo, solo dopo aver ottenuto l’approvazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’obiettivo è completare il processo prima delle elezioni, fissate per il 25-26 maggio. La formale aggiudicazione dovrebbe avvenire entro il 31 dicembre 2025, come stabilito dalla proroga del MIT. La conclusione dei lavori è attesa per settembre 2030, mentre il primo lotto dovrebbe entrare in fase di pre-esercizio a Ponte Carrega, con il secondo lotto il cui completamento è previsto per il 2033. Inoltre, l’ipotesi avanzata dal vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi, che indicava una durata di tre anni per i lavori, è stata smentita.
È confermata la stazione terminale a Sant’Agata, abbandonando l’idea di estendere la linea metropolitana esistente, considerata tecnicamente infeasible dal ministero. Rispetto alla versione precedente, il collegamento di servizio per accedere al deposito sarà ora a binario singolo, con un aggetto sul Bisagno notevolmente ridotto. Per migliorare la flessibilità operativa, la stazione avrà una banchina centrale al posto delle banchine laterali.
Infine, altre osservazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici hanno riguardato le interferenze con il nodo di Genova Est e il carcere di Marassi, per cui il tracciato correrà all’esterno della piattaforma, utilizzando strutture a portale fondate nel sottopasso stradale di piazza Garassini. L’impianto fotovoltaico previsto, in grado di garantire il 50% dell’energia necessaria, sarà posticipato a un futuro progetto in collaborazione pubblico-privato. Tuttavia, la sopraelevata sarà predisposta per l’installazione di pannelli solari sulle strutture di sostegno a portale della linea elettrica, sulle stazioni, nei locali tecnici e anche sulle sottostazioni elettriche.












«Siamo all’ennesima imbarazzante puntata della farsa chiamata Skymetro – dice segretario metropolitano del Pd Simone D’Angelo -. Dopo l’annuncio della demolizione di una scuola, seguita da un trasferimento del carcere – su cui però è stata la stessa Regione Liguria a smentire il Comune di Genova sull’esistenza di un qualsiasi atto – e dopo le roboanti promesse e accuse al presunto fronte del no, viene svelato l’ennesimo surreale progetto. Un progetto che riesce nell’impresa di lasciare ancora più increduli rispetto ai precedenti: si triplicano i tempi, si raddoppiano i costi e, incredibilmente, si dimezzano tracciato e capienza. La metropolitana veloce sopraelevata, che doveva collegare tutta la Val Bisagno fino a Prato entro il 2027 si fermerà invece a Ponte Carrega, forse nel 2030. L’opera costerà quasi il 50% in più, passando da 398 a 585 milioni, e se prima non c’erano i finanziamenti per arrivare a Prato, ora non ci sono più neanche per arrivare a Molassana, motivo per il quale con l’immancabile gioco delle tre carte a cui il vicesindaco Piciocchi ci ha abituati, si dice che l’opera sarà divisa in due lotti, uno da Brignole a Ponte Carrega e successivamente da Ponte Carrega a Molassana. Ma ci si “dimentica” di dire che a gara andrà solo il primo lotto e il resto si vedrà. E poi le ciliegine finali. Il nuovo Skymetro targato Piciocchi non arriverà a Brignole, ma si fermerà a Sant’Agata, obbligando i passeggeri a uscire dalla stazione del nuovo Skymetro e raggiungere a piedi la metropolitana di Brignole. La lunghezza delle stazioni sarà ridotta a 48 metri e questo impedirà di far circolare treni doppi, come avviene oggi sula metropolitana tra Brignole e Brin e potranno circolare solo treni singoli, riducendo a metà la capienza rispetto al progetto iniziale. La scuola Firpo verrà demolita ma – al di là della follia di questa scelta – non è chiaro se è compresa nei costi lievitati a 585 milioni o se invece il Comune di Genova dovrà pagare a parte, come i costi per la realizzazione dell’annunciato e mai progettato nuovo istituto scolastico in Piazza Giusti».
«In campagna elettorale si è spesso abituati a vedere Giunte fallimentari tirare fuori dai cassetti progetti fantasmagorici pur di inseguire il consenso – prosegue D’Angelo -. Ma la scelta di Piciocchi supera la più fervida immaginazione: si cerca di strumentalizzare le esigenze dei cittadini e delle cittadine della Val Bisagno, per alimentare un oramai stucchevole teatrino che lo vorrebbe come l’uomo del fare. Alla fine, dopo aver promesso un tram, uno skytram, e sei versioni di skymetro, con in mano mezzo milione di euro di fondi consegnati al Comune di Genova dai governi di centrosinistra per la mobilità, non farà nulla. Oramai è chiaro che la ricetta per questa campagna elettorale di Piciocchi sarà a base di mistificazione della realtà e promesse da disattendere sulla pelle dei genovesi. Un copione già visto e stravisto. Un copione che Genova non merita».
Aggiornamento: «Finalmente si parte – dice il vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi -. L’aggiornamento del progetto recepisce le indicazioni tecniche, di metodo e di merito, scaturite dal dialogo con gli uffici ministeriali competenti, e consente di imprimere un’auspicabile accelerata sulla messa a gara di un’opera fortemente voluta dalla cittadinanza, come emerso anche da recenti sondaggi, e come i cittadini della Val Bisagno da anni ci dicono, avendoci rinnovato la fiducia nel 2022, proprio nei due Municipi coinvolti e interessati dai benefici dell’opera infrastrutturale. La reazione scomposta del Pd sullo Skymetro in un passaggio fondamentale del suo iter approvativo, come la convocazione della Conferenza dei servizi, e quindi per l’avvio del bando per la sua realizzazione, fa uscire, ancora una volta, allo scoperto i signori del No, capaci solo di muovere critiche senza mai fornire soluzioni concrete. Parlare di crescita dei costi o di progetti dimezzati è il segno dell’assoluta faziosità o di totale impreparazione di chi si oppone con forza non solo allo sviluppo del trasporto pubblico locale in questa città, ma anche alla profonda rigenerazione urbana del quartiere di Marassi che, nel quadro complessivo del Masterplan dell’operazione in cui si innesta anche lo skymetro, finalmente potrà vedere più vicino, come annunciato dal Ministero di Grazia e Giustizia, anche lo spostamento del Carcere, la cui convivenza con il quartiere non è mai stata semplice: negli anni ricordo anche le raccolte firme che ne chiedevano lo spostamento. Finalmente daremo gambe anche a questa richiesta del territorio, per anni sbiadita nei cassetti della rassegnazione chiusi dalle sinistre al governo della città».
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